Hangar di via Orobia 15, Milano
4-20 dicembre 2013
La seduta è
tridimensionalmente mutevole e si adatta alla pluralità del
contesto: nasce in prossimità di una parete esistente; continua la
sua curva fino a interrompersi a lato del portale scenografico
d’ingresso, prosegue armoniosamente fino alla seduta circolare
del teatrino, per concludersi in un cancello traforato a tre ante.




Storia del Signor B che mori a causa di una I. 140 x 140 cms. 2010
Mirabilis Mundus, è un titolo che echeggia nelle nostre menti come un messaggio ambiguo e ambivalente, in bilico tra reale e surreale. Inno alla gioia per esternare la bellezza della vita (riconducibile alla recente paternità dell’artista) e tuttavia contemporaneo monito al nostro vivere quotidiano, per evidenziare, con sagace ironia, debolezze e assurdità dell’uomo di oggi. Nel mondo/silhouette di Claudio Onorato, sono evidenti la critica all’assetto geopolitico contemporaneo, all’economia e ai suoi feticci. Ogni barriera sa trasformarsi in un gioco di carta, ogni condizionamento, ogni elemento, pur conservando la sua forza simbolica manifesta la sua fragilità.
La carta è pertanto il filo conduttore di questo nuovo racconto di Anfiteatro Arte che unisce simbolicamente a Milano sette artisti contemporanei.
Modi diversi per declinare la straordinaria ricchezza di possibilità data dalla carta, attribuendole un ruolo nobilitato, lontano anni luce dalla precarietà di progetti, schizzi e appunti. Una scelta dettata dal bisogno di rappresentarci. Materiale fragile e leggero, caratterizzato da un continuo divenire nel tempo che ci appartiene e identifica. Nelle sue trasformazioni, continue e inaspettate, si scoprono i riflessi della condizione umana. Palesandoci la nostra inaspettata somiglianza a un semplice foglio. Come passeggeri dello stesso viaggio, condividiamo ricordi comuni e la temporaneità e la materialità della vita. Il tutto racchiuso in semplici gesti: toccare, annusare e scrutare la carta. Un polpastrello che passa velocemente sul bordo frastagliato di un margine strappato. Il palmo che compie delle volute accarezzandolo in modo circolare. L’odore di colla. O forse di inchiostro. Odore di nuovo. Altre volte di chiuso, di vecchio, di muffa. Le fattezze e imperfezioni si offrono alla vista come indizi di storie e segreti, di vite precedenti nascoste dentro l’impercettibile, che le mani abili dell’artista vogliono salvare dall’oblio per vivere intensamente almeno per un giorno, ambendo all’eternità. Ricordi di un tempo passato destinati ingiustamente a frettolosa scomparsa.
Tra i labirinti della mente appare suggestivo lasciarsi andare alla deriva, cullati da pensieri di carta che ci portano lontano mentre si amplifica la nostra capacità di prestare attenzione. All’interno di una piccola barchetta rossa, lasciata libera di scorrere su un nuovo mare.
Mattia Munari
Artisti: Guido Airoldi; Stefano Arienti; Marco Bongiorni; Barbara DePonti; Riccardo Gusmaroli; Claudio Onorato; Franco Zuanetto
A cura di: Mattia Munari
Galleria Anfiteatro Arte - via Savona 26, 20144 Milano.
Dal 4 al 27 novembre 2010
Mare nero. 2010. 200x140 cm.
Mare nero. 2010. 200x140 cm.
Il giorno della locusta. 2010. 200x136 cm.