martes, 28 de abril de 2015

L’Albero delle luci – Restauro e Restyling dell'opera

L'albero delle luci è un opera radicata nel territorio carugatense da ormai 15 anni. L'opera è stata realizzato da Claudio Onorato, in risposta all'esigenza dell'amministrazione comunale di conservare la memoria storica di uno degli alberi più antichi della città (150 anni di età), morto improvvisamente durante i lavori di ristrutturazione della sede comunale. Da qui la sfida del comune e del progettista: trasformare il cedro in un opera scultorea, o meglio, in un opera di design. Unico valore aggiunto: la luce. Simbolo di continuità e di vita.
 


Si tratta di un’ installazione unica nel suo genere, antesignana a molte altre realizzate negli anni a venire in molti comuni italiani, e all'estero, atta a conservare la memoria collettiva e a consolidare il legame dei cittadini con il territorio. Il cedro del Libano, con il suo fascino esotico e monumentale, si inserisce in un periodo storico ben preciso, che risale al tempo delle ville patrizie con i loro magnifici giardini.


Il restauro dell'albero, è stato realizzato con la tecnica del  Kintsugi. Si tratta di una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro liquido per la riparazione di oggetti in ceramica, usando il metallo per saldare assieme i frammenti. La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma nuova di perfezione estetica. Nel nostro caso specifico sono state rivestite di foglia d’oro tutte le ghiere metalliche, che erano completamente arrugginite, e le parti del tronco o delle branche ammaloratesi nel tempo, a sottolineare che l’intervento in oggetto è un intervento di ordine funzionale estetico filosofico.

Per festeggiare i primi 15 anni di vita dell'Albero delle luci, è stato rifatto interamente l'impianto di illuminazione, passando dalla luce “normale” alla Luce led Fosilum colorata, che, non solo permette un incomparabile risparmio energetico, ma parimenti abbatte i costi di manutenzione in quanto le lampade led hanno durata di gran lunga superiore rispetto a quelle tradizionali (50.000 ore). In perfetta concordanza con la politica di rinnovamento di quasi tutti i comuni, tra cui anche Milano, che stanno modificando tutta l’illuminazione pubblica a favore del led.

Durante l'intero periodo Expo Milano 2015, le luci dell'albero verranno regolate sui colori giallo e verde, proprio a sottolineare il tema dell'alimentazione e dell'energia per la vita.
 

sábado, 31 de enero de 2015

L'Albero delle luci cambia di colore (The Tree Lights)

L'Albero delle luci cambia colore – Inaugurazione prevista per Expo Milano 2015
Intervento di manutenzione straordinaria con sostituzione dell'impianto di illuminazione esistente con luci a Led

L'Albero delle Luci è una realizzazione veramente unica nella mia storia di artista.
Nell'anno 2000, nel cortile dell'antica Villa della Somaglia, sede attuale del comune di Carugate, era morto improvvisamente un esemplare magnifico di cedro del Libano, qui presente da 250 anni. Tutta la città era in lutto. Per riparare a questo tragico evento, ci furono una lunga serie di incontri coordinati dall'amministrazione cittadina, alla fine dei quali prevalse l'idea da me proposta di“ridare vita” all'albero, tramite l'uso della luce, mantenendone la sua struttura arborea. Un intervento più facile a dirsi che a farsi, causa l'esposizione costante dell'opera al sole, all'acqua, al freddo e al al vento.


Architetti, ingegneri, agronomi, scultori, ebanisti, elettricisti, carpentieri, saldatori, hanno lavorato a questo progetto straordinario, proponendo un ampio ventaglio di soluzioni e di idee. Il legno di cedro era forte ed elastico, ma parimenti vulnerabile, sopratutto li dove era nascosto, nel sottosuolo, o nelle branche più alte e meno raggiungibili. Ci sono voluti un anno di lavori per riuscire ad ultimare l'opera, che finalmente venne inaugurata nell'ottobre del 2001.

L'Albero delle luci, grazie alla sua unicità e al suo marcato carattere sperimentale, ha ricevuto notevole visibilità sui giornali e sulle riviste di settore, riuscendo in ultimo ad essere premiato e messo in esposizione al palazzo della Triennale di Milano. Augusto Morello (direttore della Triennale), Italo Lupi (architetto), Giò Pomodoro (artista), tutte personalità di fama internazionale, hanno riconosciuto che si tratta di un'opera che si posiziona a metà strada tra due mondi, quello della scultura e quello del design.


A partire dal mese di marzo, verranno montati i ponteggi intorno all'albero delle luci, così da poter partire con l'opera di restauro. Il sistema di illuminazione dell'albero verrà rinnovato, utilizzando la nuova tecnologia LED (basso consumo e lunga durata nel tempo). Lo stesso accadrà per le finiture metalliche dei corpi in metacrilato e per le parti ammalorate del tronco. L'albero delle luci, al termine di questo cantiere, che durerà approssimativamente un mese, si ripresenterà ai cittadini di Carugate con un nuovo vestito e differenti colori.


ASPENIA. Trimestrale del quotidiano Il Sole 24 Ore

Aspenia n.67, 2014 Perchè restare atlantici - L'America bipolare - La sveglia di Obama – Energia alla guerra dei prezzi.

Nei prossimi tre mesi si troverà in edicola e in libreria, abbinato al quotidiano Il Sole 24 Ore, il numero 67 della rivista Aspenia, da me interamente illustarato, su volontà dell’architetto Italo Lupi (40 disegni circa).
Nel trimestrale  vengono trattati gli argomenti di economia più disparati, lady  di ferro in politica estera, la grande depressione americana, Tea Party e immigrazione, riflessioni sul futuro dell’occidente, Obama (missione compiuta o non), l’industria manifatturiera in Italia,  nuove democrazie, ordine globale e geopolitica.

Scritti di Francis Fukuyama, Marshall Auerback, Eric B. Schnurer, Giulio Sapelli, Edward L. Morse, Roberto Toscano, e altri ancora.


sábado, 4 de enero de 2014

Eckstein Eckstein

Mostra di Alberto de Braud, Riccardo Gusmaroli, Julia Krahn, Claudio Onorato, Paola Pezzi, Alfredo Rapetti Mogol, Ricciarda Belgiojoso Tonylight.

Otto artisti, uno spazio post-industriale abbandonato, un racconto corale e spontaneo. Confrontarsi e scegliersi liberamente irrompendo in uno spazio insolito, distante dai circuiti espositivi ufficiali. La sfida è il dialogo singolare: non la ricerca di un tema, ma un’interazione di sensibilità solo apparentemente anarchica. Nelle stanze dell’hangar, sei lavori visuali e una performance musicale compongono una mostra eterogenea: Eckstein Eckstein (dal ritornello in tedesco di chi gioca a nascondino) é un invito, valido anche per lo spettatore, a tracciare percorsi inediti.

Anche gli eroi si stancano di Alberto de Braud, scultura monumentale concepita per esterni si rigenera in un ambiente circoscritto, scortata da lavori che si interrogano altrettanto sull’umana fragilità. La curiosa installazione delle uova sulle colonne è il segno impresso all’hangar da Riccardo Gusmaroli, famoso per le opere monocrome a vortici concentrici di barchette o aeroplanini in carta. Con Tre Croci, tre travi rosse, di cui una ricoperta di foglie d’oro e alcune fotoceramiche della serie MALINCONIA la fotografa tedesca Julia Krahn s’interroga sulla permeabilità dello sguardo tra artista e spettatore. Storie appese ad un filo quelle di Claudio Onorato, nei suoi lavori ritagliati con le forbici ed il taglierino il reale si fonde col fantastico, quadri "parlanti", che raccontano, attraverso un apparente leggerezza formale, gli aspetti più problematici del mondo d’oggi. L’installazione luminosa di Paola Pezzi dal titolo Frecciarossa rafforza l’idea di movimento e traiettoria, sia nella singola lampadina, sia nell’insieme del lavoro. Tra pittura e scrittura l’intervento di Alfredo Rapetti Mogol, due gigantesche pagine di scrittura, dai segni lievi, appese ad una parete; mentre il duo Riccilight propone un omaggio a Carlo Gesualdo da Venosa, uno dei più grandi polifonisti di tutti i tempi di cui quest'anno ricorrono i quattrocento anni dalla morte, con una lettura in chiave elettronica di alcuni suoi madrigali, passati alla storia per la loro modernità: concerto alle ore 20 del 3 dicembre per l'inaugurazione della mostra.

Per l’occasione è stata prodotta una cartella in ventuno esemplari in cui ciascun artista ha creato un’opera specifica firmata e numerata con un testo di Oliviero Ponte di Pino.

Eckstein Eckstein
Hangar di via Orobia 15, Milano
4-20 dicembre 2013
 
Claudio Onorato, installazione.  2013
 
Claudio Onorato - Paola Pezzi (Freccia rossa), installazione.  2013

Alberto Debraud, Anche gli eroi si stancano, installazione. 2013

 Alfredo Rapetti, Preghiere. 2013

Julia Krahn, Le tre croci, installazione. 2013
 
 Riccardo Gusmaroli, installazione di uova in pvc traforato. 2013

 Ricciarda Belgiojoso & Tonylight.  Performance 2013



viernes, 18 de octubre de 2013

AREA GIOCHI IL GIARDINO DI GIOVANNA – FERRARA

Il progetto ha la particolarità di essere opera congiunta tra architettura arte e design, grazie alla collaborazione tra me e  l’arch. Sergio Sabbadini.

Si tratta di un intervento altamente riqualificante (localizzato in prossimità di un contesto architettonico non caratterizzato), di dimensioni contenute (100mq.complessivi), curato nei minimi dettagli. Il progetto ha funzione ludica e al contempo commemorativa (giardino di Giovanna). La panca in ferro (rivestita di doghe in mogano), con la sua forma fluida e armoniosa, delimita l’intera area di intervento e racchiude il parco giochi.

La seduta è tridimensionalmente mutevole e si adatta alla pluralità del contesto: nasce in prossimità di una parete esistente; continua la sua curva fino a interrompersi a lato del portale scenografico d’ingresso, prosegue armoniosamente fino alla seduta circolare del teatrino, per concludersi in un cancello traforato a tre ante.

La struttura della panca risalta grazie alla sua tinteggiatura colore verde turchese e agli intagli eseguiti al laser. Il portale principale, in asse con la piramide gioco di arrampicata, è costituito da due ante mobili e una lastra di copertura interamente lavorata, gioco di sagome multiformi che richiamano la creazione.

L’effetto di traforo conferisce massima leggerezza ai manufatti in ferro, accentuando la fluidità delle linee curve e la loro grazia. Durante la notte le luci radenti, incassate a pavimento e sotto la panca, esaltano il disegno curvilineo e le forme intagliate creando un effetto magico e metafisico al contempo.




martes, 31 de enero de 2012

Mirabilis Mundus - Padova

Inaugurazione della mostra:
giovedì 9 febbraio dalle ore 19.00, con presenza dell’artista e presentazione a cura di Elena Forin
La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 febbraio al 25 marzo 2012.
Anfiteatro Arte via Ognissanti, 33 - Padova
Orario: 09.30/12.30 – 15.30/19.30 dal martedì al sabato
Attraverso l’utilizzo della carta, appositamente incisa e ritagliata a creare dei racconti minuziosamente articolati, Onorato ha pensato a dei percorsi tematici che si sviluppano attraverso una forte relazione con lo spazio.
L’ingresso in galleria è segnato da Monopoli (caduta libera) del 2008, un’opera particolarmente emblematica per il particolare impasto tra attenzione sociale e carica fantastica, entrambi elementi che ricorrono in diverse proporzioni ed equilibri nel percorso creato dalle altre opere esposte. Nella prima sala a prevalere è una sagace analisi dei luoghi, dei simboli e delle dinamiche che caratterizzano il corso storico attuale: attaccati da miriadi di esseri – ragni in La notte delle tarantole (Villa Madama), cavallette in Il giorno della Locusta (Borsa di Milano) – gli edifici più emblematici del nostro paese rivelano comunque una paradossale staticità.
Nella seconda grande sala, Onorato lascia invece spazio a una maggiore leggerezza, che pur senza abbandonare mai l’interesse per le tensioni sociali, si apre maggiormente a mondi fantastici e a racconti caratterizzati da un’espressività più fluida. L’allestimento di queste opere spesso animate da un intenso carattere segnico, coinvolge poi gli spettatori in un percorso ludico e fortemente relazionale, che costituisce un ulteriore aspetto di questa ricerca unica.
Il catalogo della mostra, una pubblicazione di 144 pagine curata da Elena Forin e Mattia Munari, accompagna e approfondisce il percorso espositivo con una ricca selezione di immagini, attraverso il testo critico di Elena Forin e un contributo di Roberta Cerini Baj.

lunes, 12 de diciembre de 2011

Intorno a noi tutto si muove

17 dicembre 2011-29 gennaio 2012
Galleria Cavour, p.zza Cavour. Padova
Inaugurazione mostra: 16 dicembre 2011, ore 18.00

La ricerca dell’artista milanese Claudio Onorato, attivo da oltre vent’anni in ambito espressivo, verrà riassunta nell’esposizione attraverso il dialogare dei suoi principali cicli di opere, differenti per tipologia e stile, ma concordanti nelle scelte tematiche. Con la propria ricerca formale, Claudio Onorato dà vita ad affollati microcosmi narrativi che, presentando in termini surreali alcuni aspetti della società contemporanea, intendono suscitare una riflessione sulle sue contraddizioni. Partendo da grandi fogli di carta nera, Onorato ritaglia con l’aiuto di un taglierino i profili di città, architetture, figure, che dalle silhouette di carta della tradizione cinese accompagnano la nostra fantasia.



Mamma TV
Le opere recenti dell’artista, dalla complessa elaborazione visiva, trovano “leggerezza” in un’ironia incline a deformare tipi umani e situazioni del quotidiano, e nell’utilizzo di un materiale essenziale come il cartoncino: attraverso una tecnica sorvegliata ed al tempo semplicissima, totalmente manuale, Onorato ricava da esso la figurazione incidendone la superficie, procedendo secondo un calibrato alternarsi di pieni e vuoti. La sua formazione come architetto è percepibile nel serrato costruirsi dell’immagine, ove ogni elemento assume valore individuale ed insieme strutturale, partecipando ad un sistema compositivo a volte labirintico, a volte scandito da una successione di “stanze”, a volte da illusori volumi.


Uccellacci e uccellini

I contesti scelti dall’artista per ambientare i suoi multiformi racconti sono sia lo scenario urbano, in alcuni episodi immerso in un soffocante caos, sia quello della natura. Pur realizzata avvalendosi di una piacevole vivacità cromatica, caratterizzante il versante pittorico della sua attività creativa, la rappresentazione del mondo naturale è per Onorato strumento di una critica corrosiva, che ha quale oggetto i diversi abusi perpetrati nel nostro tempo in nome del profitto e della speculazione. Secondo l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio l’opera di Onorato si inserisce in modo felice nel contesto di RAM, il format che intende valorizzare le esperienze artistiche contemporanee. Non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche perché le sue peculiarità sembrano riconducibili ai temi che hanno sin qui caratterizzato la rassegna: la creatività, tema portante dell’edizione 2010, ed il valore dell’arte come comunicazione sociale, che distingue quella attualmente in corso.
L'iniziativa è inserita nel programma culturale autunnale RAM Padova 2011. L'arte ci ri/guarda".

Informazioni e biglietti
Orario 10.30-13/16.00-19.00, lunedì chiuso
Biglietto singola mostra RAM: intero € 4,00; ridotto € 2,00
Tessera RAM: ingresso alle mostre (la tessera dà diritto al biglietto ridotto alla mostra Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin) intero € 5; ridotto € 3

Settore Attività Culturali Servizio Mostre
tel.0498204538
infocultura@comune.padova.it - spaziomostre2@comune.padova.it